Crociere Contemporanee
Drammatica inversione di rotta per Pullmantur, dall’espansione alla chiusura dell’attività
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Con la prolungata sospensione dell’attività crocieristica su scala globale c’era da aspettarsi che qualche compagnia dai risultati finanziari negativi già prima del Covid-19 potesse non sopravvivere. A quanto pare, Pullmantur, notissima e apprezzatissima compagnia spagnola dai prezzi molto competitivi, potrebbe essere una di queste.

Di ufficiale per il momento c’è soltanto una dichiarazione di Royal Caribbean Cruises e Cruises Investment Holding, con cui comunicano di aver chiesto la riorganizzazione della loro joint venture Pullmantur Cruceros. Si tratta di una particolare procedura concorsuale prevista delle leggi spagnole sull’insolvenza.

«Nonostante i grandi progressi compiuti dalla compagnia per realizzare un’inversione di tendenza nel 2019 e il suo enorme impegno profuso insieme agli sforzi dei suoi dipendenti, i venti contrari causati dalla pandemia sono troppo forti per essere risolti da Pullmantur senza una riorganizzazione», ha affermato il consiglio di amministrazione di Pullmantur.

Socio di maggioranza di Pullmantur è Cruises Investment Holding, mentre Royal Caribbean è scesa al 49% del capitale quattro anni fa, sebbene la compagnia americana mantenga ancora la proprietà delle navi e la loro gestione tecnica.

Riorganizzazione non significa necessariamente chiusura. Ma ci sono fatti che lasciano inequivocabilmente immaginare che il percorso intrapreso sia quello della cancellazione del marchio. Monarch e Sovereign sono infatti in disarmo freddo nel porto di Napoli e varie fonti affermano che sono state asportate dalle navi apparecchiature elettriche, arredi e opere d’arte, ovvero movimenti propedeutici allo smantellamento.

Le gemelle Sovereign e Monarch da 73.000 tonnellate, ammiraglie di Pullmantur, sono state le prime grandi ed innovative navi da crociera di Royal Caribbean, con cui la compagnia americana ha anticipato alla fine degli anni 80 il futuro del design navale. Costruite rispettivamente nel 1988 e 1991, si trattano di unità non proprio recentissime, ma che in una situazione di mercato normale potrebbero continuare a navigare ancora per diversi anni.

La flotta Pullmantur include anche le piccole Horizon e Zenith da 47.000 tonnellate, rispettivamente costruite nel 1990 e 1992, prime moderne navi da crociera di Celebrity Cruises. Horizon ha lasciato da poco Mumbai, sbarcando gran parte dell’equipaggio, ed ora è diretta verso Salalah, mentre Zenith, noleggiata da Peace Boat, attualmente si trova nel Mar Egeo.

Recentemente Pullmantur ha prorogato la sospensione di tutte le partenze fino al 15 novembre 2020, offrendo agli ospiti che già hanno prenotato la possibilità di trasferire la partenza sugli altri marchi gestiti dal gruppo Royal Caribbean Cruises.

Pullmantur ha iniziato la sua attività come pura compagnia di crociere nel 2000, acquistando dalla fallita Premier Cruises la Big Red Boat I, ex Oceanic della Home Lines, concentrandosi sul mercato spagnolo. Sei anni più tardi la proprietà è passata a Royal Caribbean Cruises, ma i risultati economici non soddisfacenti hanno portato il gruppo crocieristico americano a cedere il 51% delle quote al fondo di private equity Springwater Capital nel 2016. Prima della crisi delle crociere causata dal Covid-19 il piano industriale di Pullmantur prevedeva l’ingresso nella flotta della Grandeur of the Seas, che avrebbe incrementato la capacità complessiva del 32,5%. Nel 2019 hanno viaggiato sulle navi Pullmantur oltre 400.000 passeggeri, di cui il 40% spagnoli.

Purtroppo potrebbero esserci anche altre piccole compagnie a trovarsi in situazioni critiche a causa degli effetti del Covid-19. Nei giorni passati sono giunte notizie negative per Cruise and Maritime Voyages, compagnia inglese indipendente che gestisce sei piccole navi da crociera, a cui è stata rifiutata una richiesta di finanziamento.

 

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