• Beneteau-2,76%

  • Carnival-3,89%

  • Fincantieri-1,25%

  • Genting Hong KongPre-apertura

  • Immsi-3,20%

  • Lindblad Expeditions Holdings-9,50%

  • MarineMax-7,26%

  • Norwegian Cruise Line Holdings-4,61%

  • Royal Caribbean Cruises-2,57%

  • Sanlorenzo-5,31%

  • The Italian Sea Group-1,50%

  • TUI-4,37%

  • Viking Line-4,55%

Destinazioni
Dal 2022 una sola meganave al giorno potrà attraccare a Palma di Maiorca
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Palma di Maiorca, popolare destinazione crocieristica del Mediterraneo occidentale, si aggiunge all’elenco dei porti che negli ultimi anni hanno preso provvedimenti per contrastare il fenomeno del sovraffollamento turistico causato dai numerosi scali delle grandi navi passeggeri.

Il governo regionale delle isole Baleari ha raggiunto un’intesa con le maggiori compagnie di crociere (Costa, MSC, Marella, Royal Caribbean International, e TUI) e la CLIA (Cruise Lines International Association) per limitare l’arrivo delle navi da crociera a Palma di Maiorca nei prossimi cinque anni a partire dal 2022.

L’accordo raggiunto prevede che dal prossimo anno potranno attraccare a Palma una meganave più altre tre navi da crociera al giorno. Per meganave vengono intese unità dalla capacità di almeno 5.000 passeggeri, mentre sarà 8.500 il numero massimo di crocieristi che potranno transitare ogni giorno. Poiché la maggior parte degli scali per il 2022 sono stati già prenotati, sono previste eccezioni per l’anno prossimo, per un massimo di 20 giorni, durante i quali potranno essere ospitate fino a quattro navi da crociera.

Per le navi da crociera da oltre 500 passeggeri, l’effetto di questo accordo determinerà nel 2022 un calo degli scali a Palma del 14,5% rispetto al 2019, che diminuiranno da 538 a 460. In totale saranno 518 le navi attese nel 2022, contro le 594 del 2019, una flessione del 13%.

Anche in altri Paesi del mondo si stanno organizzando o sono già entrati in vigore provvedimenti volti a ridurre  il numero degli scali delle navi da crociera. Si trattano di destinazioni particolarmente delicate, inadeguate per il turismo di massa. Nel Mediterraneo troviamo il caso di Santorini, che già nel 2017 aveva inserito il numero chiuso per gli arrivi nella affascinante isola del Mar Egeo. Una tecnica, quella del limite al numero dei passeggeri, adottata anche da Dubrovnik ed ancora più stringente. Nel Nord Europa c’è poi Zeebrugge, che ha invece ridotto il numero delle navi che possono essere ormeggiate contemporaneamente nel porto. Una strategia completamente diversa e molto criticata dalle compagnie è quella di Amsterdam, che ha scelto di tassare i crocieristi in transito. In Italia è ben nota la situazione a Venezia, che da quest’anno ha vietato l’attraversamento del Bacino di San Marco e del Canale della Giudecca alle navi sopra le 25mila tonnellate, le quali vengono dirottate a Marghera.

Da diversi anni è aperto il dibattito sull’impatto effettivo del turismo crocieristico a sostegno dell’economia locale, con la convinzione che il contributo è troppo limitato rispetto al turismo di terra e con ripercussioni sulla vivibilità per i residenti.

Foto: Cruise Lifestyle/Davide Carboni

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