Antonini Navi ha venduto la prima unità di XPD95, progetto nato con un forte DNA Expedition e oggi reinterpretato, attraverso un articolato percorso di sviluppo personalizzato, in un superyacht costruito intorno alle esigenze e al modo di vivere il mare del suo nuovo proprietario.
L’armatore ha scelto XPD95 riconoscendosi fin dall’inizio nel concept e nelle linee esterne del progetto, chiedendo ad Antonini Navi di mantenerne intatta l’identità e di sviluppare insieme uno yacht che rispondesse a tutte le sue esigenze di navigazione, comfort e lifestyle. Da qui ha preso forma un percorso di progettazione condiviso con Aldo Manna, co-fondatore e direttore vendite del cantiere e il team, sviluppato attraverso mesi di confronto diretto durante i quali distribuzione degli spazi, funzioni e modalità di utilizzo sono state progressivamente definite insieme al cliente.
Il risultato conserva la vocazione long-range di XPD95 nella costruzione in acciaio per lo scafo e alluminio per la sovrastruttura, nella robustezza, nella razionalità delle soluzioni e nel linguaggio navale, reinterpretandolo per un utilizzo prevalentemente mediterraneo. Il rapporto diretto con il mare, la privacy dell’armatore, le ampie superfici outdoor e la semplicità di gestione diventano così gli elementi centrali di un motoryacht pensato per essere vissuto intensamente.
Le linee esterne, firmate da Sculli & Covini, prendono ispirazione dalle unità professionali d’altura e le traducono in una silhouette contemporanea e immediatamente riconoscibile. La prua alta e importante comunica protezione e solidità, mentre verso poppa i volumi si alleggeriscono progressivamente aprendosi alla grande piattaforma sul mare.
La plancia, ispirata alle wheelhouse dei rimorchiatori oceanici, e l’impiego dell’acciaio inox lucido nelle aree operative contribuiscono ulteriormente all’identità di XPD95. L’ingegneria, l’architettura navale e la struttura sono state curate dallo studio Names – Francesco Rogantin.
Gli interni sono progettati da Hot Lab, chiamato a interpretare i gusti dell’armatore attraverso ambienti luminosi e accoglienti, caratterizzati da uno stile caldo, raffinato e misurato. L’eucalipto sarà l’essenza dominante, abbinato a laccature, pelli, tessuti, dettagli metallici e pietre naturali, con geometrie morbide degli arredi e una particolare attenzione alla continuità visiva tra interno ed esterno.
«Questa vendita ci rende particolarmente orgogliosi perché rappresenta il risultato di un lungo lavoro e della profonda fiducia che abbiamo sempre riposto nel progetto XPD95, continuando a svilupparlo e perfezionarlo negli anni» commenta Aldo Manna. «La vendita è nata anche grazie al rapporto personale costruito nel tempo con l’armatore, a conferma di quanto le relazioni umane, la fiducia reciproca e l’approccio diretto e familiare della famiglia Antonini rappresentino un concreto valore aggiunto. Con questo armatore abbiamo lavorato per mesi, ascoltando le sue esigenze e confrontandoci su ogni funzione dello yacht, senza mai perdere l’identità originale del progetto. Vedere oggi XPD95 trasformarsi nella sua barca è motivo di grande soddisfazione ed entusiasmo per tutto il team. Siamo grati all’armatore per la fiducia riposta in Antonini Navi e in tutte le persone che hanno lavorato al progetto».
XPD95 si distingue per un’architettura prevalentemente orizzontale, dal profilo basso e disteso, sviluppata con l’obiettivo di mantenere la stazza entro 199 GT e di concentrare le funzioni senza ricorrere alla sovrapposizione di ponti tipica di yacht di dimensioni superiori: la poppa integra funzione tecnica e convivialità sul mare, l’armatore dispone di un intero ponte privato, le principali aree esterne sono facilmente raggiungibili e l’equipaggio può vivere e lavorare con percorsi autonomi e razionali.
Elemento centrale del progetto è la beach area multifunzionale di circa 35 mq. Durante la navigazione può ospitare un tender di cinque metri, lasciando comunque parte dello spazio disponibile agli ospiti; una volta varato il tender, la superficie si trasforma in una grande terrazza privata sul mare. Il transformer platform completa l’area, supportando le operazioni di varo e alaggio e diventando allo stesso tempo accesso all’acqua e base per le attività acquatiche.
Alla privacy dell’armatore è dedicato un vero e proprio Owner’s Deck di circa 60 mq complessivi, composto da 25 mq interni e da una terrazza integrata di 35 mq. È uno spazio concepito come un appartamento privato affacciato sul mare, che permette all’armatore di scegliere in ogni momento se condividere la vita di bordo con gli ospiti o mantenere la propria autonomia. Per rafforzare questo principio, il ponte armatoriale è raggiungibile dall’interno oppure attraverso una scala strutturale laterale, sicura e protetta, collocata sul lato sinistro in prossimità del centro nave.
Anche la scelta di non prevedere un Sun Deck risponde a una precisa decisione progettuale. Le funzioni outdoor sono distribuite tra il pozzetto di ben 44 mq del Main Deck e il Foredeck Living di 33 mq del ponte superiore creando due grandi aree esterne e mantenendo al tempo stesso un profilo basso, disteso e coerente con le caratteristiche dello yacht.
Grande attenzione è stata dedicata anche agli spazi crew, collocati nel Lower Deck a centro nave per proteggere le aree ospiti dalle attività operative della sala macchine. L’area equipaggio si sviluppa su circa 23 mq complessivi ed è configurata con due cabine per tre persone, con una terza cabina situata strategicamente a prua del Main Deck, in prossimità della galley e della laundry, che può ospitare un ulteriore membro dell’equipaggio o essere utilizzata come storage aggiuntivo.
La costruzione sarà seguita dal team di Camper & Nicholsons, con Daniela Duck nel ruolo di Owner’s Representative, figura con cui Antonini Navi collabora da tempo e che garantirà un dialogo costante tra cantiere e armatore durante tutte le fasi del progetto. L’avvio dei lavori è previsto per l’autunno 2026, mentre il varo è programmato per l’estate 2028.