Superyacht
Lo stile Japandi sale a bordo del 50 metri Bijin, l’ultimo progetto di refit di Hot Lab
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Lo studio milanese Hot Lab ci offre una panoramica completa del suo ultimo progetto di refit: Bijin, superyacht Heesen di 50 metri precedentemente conosciuto come Sibelle e venduto nell’ottobre 2024, con Burgess che ha rappresentato l’acquirente e Ocean Independence in rappresentanza del venditore.

Costruito nel 2015, Bijin è il primo yacht della serie Heesen di 50 metri in alluminio con prua verticale e scafo ultra-efficiente Fast Displacement Hull Form (FDHF), le cui qualità avanzate di design e ingegneria sono state riconosciute ai World Superyacht Awards 2016.

Durati nove mesi, i lavori di refit sono stati eseguiti dal team di Monaco Marine a La Seyne-sur-Mer in stretta collaborazione con gli armatori, Hot Lab, gli appaltatori austriaci di interni List GC e l’equipaggio. Gli interventi hanno compreso la totale riverniciatura esterna, che da bianco ostrica e grigio è passata ad un elegante bianco Matterhorn e nero corvino, oltre all’aggiunta di una striscia rossa al livello della linea di galleggiamento. Internamente lo yacht è stato riprogettato e l’equipaggiamento ottimizzato.

Bijin in giapponese significa “bella donna” e la scelta di un nome proveniente dal Sol Levante risulta adeguato dopo questo refit. Infatti i nuovi interni, concepiti da Hot Lab e realizzati da List, esprimono lo stile Japandi, dove il minimalismo giapponese si fonde con il calore scandinavo, generando un effetto armonioso, sereno e raffinato.

Il nuovo armatore di Bijin spiega: «L’idea era quella di essere circondati da un design organico, naturalmente amalgamato e accattivante, che avrebbe aiutato i nostri ospiti a trovare relax e pace».

Poiché lo yacht è stato mantenuto in ottime condizioni dai suoi armatori di origine e dalla grande esperienza, non sono state necessarie grandi modifiche.

«I nostri interventi si sono concentrati su elementi come i letti, le testate, le tende, i tappeti e i mobili sfusi» sottolinea Enrico Lumini, co-fondatore e direttore design di Hot Lab. «L’obiettivo era quello di fornire allo yacht un aggiornamento sottile ma significativo, piuttosto che una revisione radicale. Abbiamo puntato a uno stile un po’ più fusion, introducendo delicati tocchi orientali, in particolare nel design delle testate. Uno dei cambiamenti chiave è stata la palette cromatica: ci siamo spostati verso toni più chiari e tonalità più tenui di marrone, sostituendo i colori precedenti, più pronunciati. Questo approccio aveva lo scopo di creare un senso di freschezza e luminosità in tutti gli interni, rendendo gli spazi più aperti e accoglienti, pur mantenendo l’eleganza originale dello yacht».

Tra le aree di maggior rilievo di Bijin, l’ampio sundeck, che offre spazio sufficiente per ospitare comodamente decine di amici e ospiti. Punto di ritrovo centrale è l’area bar del ponte superiore, perfetta sia per la socializzazione che per il relax.

Le sistemazioni per gli ospiti sono configurate per accogliere a bordo fino a 10 persone. La suite armatoriale è eccezionalmente spaziosa, con un layout particolare che include due ampi bagni per lui e lei che fungono da zona cuscinetto prima di entrare nella cabina principale. Questa disposizione crea uno spazio intimo e privato in cui gli armatori possono sentirsi coccolati e protetti.

Augustin Fabre, project manager di Monaco Marine, che ha supervisionato il progetto, esprime il suo entusiasmo: «Il risultato finale è all’altezza e persino supera le nostre aspettative, offrendo a Bijin una nuova identità visiva e funzionalità ottimizzate, in conformità con gli standard più elevati».

Un entusiasmo che condivide anche Antonio Romano, direttore commerciale e marketing di Viken Group e co-fondatore di Hot Lab: «A volte un progetto è più di un semplice lavoro. Diventa un dialogo silenzioso tra i sogni dell’armatore e l’anima del designer. Ho il piacere di conoscere l’armatore di Bijin da oltre 20 anni, e creare qualcosa insieme non è stata solo una collaborazione, ma un viaggio profondamente emozionante».

Il rapporto di amicizia e di lunga data tra l’armatore e lo studio Hot Lab è stato determinante per il successo di questo refit, come spiega Enrico Lumini: «Ci conosciamo da molti anni, il che ha portato naturalmente a un rapporto di fiducia e di comunicazione aperta. Quando è arrivato il momento di prendere in considerazione una trasformazione significativa del loro yacht, è stato naturale rivolgersi a qualcuno che non solo capisse i loro gusti e le loro aspettative, ma condividesse anche la loro passione per il mare. La loro partecipazione è andata ben oltre il semplice fornire un feedback. Sono stati sostenitori attivi in ogni fase, offrendo un aiuto pratico e preziose intuizioni. Il loro coinvolgimento concreto e il loro approccio costruttivo sono stati fondamentali per aiutarci a superare le sfide e completare il progetto entro i tempi stabiliti».

Bijin sarà utilizzato sia privatamente che per il mercato charter. Le sue elevate doti di qualità ed eleganza ne hanno già decretato il successo per la sua prima stagione nel Mediterraneo occidentale, con le prenotazioni già al completo.





Fonte: Sand People Communication per Viken Group

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