Porti e Destinazioni
La Francia verso l’introduzione di una ecotassa su navi da crociera e traghetti
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Traghettilines

Con l’approvazione del senato francese inizia a prendere forma una nuova tassa che a partire dal 2026 colpirà tutte le navi passeggeri che transiteranno nei porti della Francia. Si tratta di un emendamento alla proposta di Legge di Bilancio 2026 che deve ancora essere esaminata dall’Assemblea Nazionale e che prevede un contributo di 15 euro a persona per ogni scalo marittimo effettuato in territorio francese. Con l’introduzione di questa tassa si prevede un gettito di circa 75 milioni di euro l’anno da destinare alla protezione delle aree litorali dagli effetti dell’inquinamento.

La Francia è solo l’ultimo dei Paesi europei che sta scegliendo di imporre una tassa sui crocieristi. Le popolari ed affascinanti destinazioni di Mykonos e Santorini, i cui flussi crocieristici sfidano i limiti della sostenibilità, hanno spinto il governo ellenico all’introduzione di una tassa di 20 euro a passeggero, e di 5 euro per le altre destinazioni della Grecia. Ma anche nel Nord Europa si è assistito ad un aumento delle tasse per gli scali delle navi da crociera.

Intanto in alcune destinazioni della Costa Azzurra sono già state applicate restrizioni per contenere i flussi del turismo crocieristico. Dal prossimo anno, a Cannes non saranno più ammesse in porto navi con più di mille passeggeri, mentre a Nizza è stato scelto di limitare a 65 il numero totale di scali annuali.

L’associazione di categoria CLIA (Cruise Lines International Association) ha criticato la proposta, in quanto sul fronte delle emissioni l’industria delle crociere è già conforme all’Eu Emissions Trading System (ETS).

Inoltre l’impatto ambientale delle navi da crociera durante le soste in porto è spesso causato dall’arretratezza di tante strutture portuali. Almeno il 60% delle navi da crociera è dotata della tecnologia cold ironing che consente di spegnere i motori durante gli scali, a condizione che le strutture portuali siano in grado di fornire l’energia elettrica. Solo il 3% dei porti globali è invece pronto per questa tecnologia, segno che occorrono ancora tanti investimenti da fare per aggiornare le strutture portuali.

La proposta attualmente approvata dal senato francese è destinata a far discutere in quanto non effettua distinzione tra navi da crociera e traghetti, assoggettando all’applicazione dell’imposta anche i viaggi non necessariamente turistici, come i collegamenti con la Gran Bretagna o la Corsica.

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