Varato nel mese di maggio e presentato in anteprima all’ultima edizione del Monaco Yacht Show, RJ è il modello più recente e ambizioso della omonima serie di explorer di Cantiere delle Marche disegnata da Francesco Paszkowski.
Con una lunghezza totale di poco inferiore ai 47 metri, un baglio di 8,8 metri, un dislocamento di 510 tonnellate e una stazza lorda poco sotto i 500 GT, RJ coniuga eleganza e prestazioni. La silhouette mette in mostra un design elegante e lineare, una forma che suggerisce movimento ed energia, con linee sia orizzontali che angolate che si fondono in bordi dolcemente arrotondati. Questo aspetto contemporaneo sottolinea le prestazioni eccezionali dello yacht, mantenendo un’aura di raffinata eleganza.
La sovrastruttura bilancia ad arte le pendenze fluide con spigoli nettamente definiti, creando un ritmo visivo che cattura lo sguardo e distingue l’unità nel mondo competitivo dello yacht design. Questo contrasto di forme genera un senso di movimento anche da fermo, rafforzando l’identità di RJ come imbarcazione costruita sia per la velocità che per l’eleganza.
Se esternamente RJ si presenta robusto e imponente, gli interni progettati da Achille Salvagni racchiudono un mondo di tranquillità e luminosità: un “minimalismo morbido” che crea un rifugio definito dall’armonia piuttosto che dall’eccesso, dove spazi neutri e sereni si fondono con dettagli emotivamente vibranti.
L’architettura navale, sviluppata da Pierluigi Ausonio, garantisce stabilità ed efficienza, coadiuvata da due motori Caterpillar C32 Acert EPA Tier 3, due coppie di stabilizzatori elettrici CMC Marine e una capacità di carburante di 66.400 litri. Lo yacht può percorrere oltre 5.000 miglia nautiche a 10 nodi.
LE LINEE ESTERNE COMMENTATE DA FRANCESCO PASZKOWSKI

© Cantiere delle Marche
L’RJ155 è una vera evoluzione rispetto ai precedenti modelli della serie, gli RJ 115 e RJ 130. L’idea di base era quella di basarsi sul DNA della gamma proponendo volumi più generosi. L’obiettivo era spingersi oltre i confini rimanendo fedeli al concept originale.
Quando CdM ci ha contattato la prima volta per progettare la gamma RJ, voleva qualcosa che uscisse dai soliti schemi di design: uno yacht che potesse fondere l’elevato comfort di un’imbarcazione di lusso con la capacità di andare ovunque di un explorer. Due mondi diversi riuniti in un unico design coeso. Non ci è sembrato un grande salto perché avevamo gli ingredienti giusti: l’esperienza nella progettazione di superyacht e la reputazione di CdM nella costruzione di explorer robusti. L’unione di questi punti di forza ci ha permesso di creare qualcosa di nuovo: un explorer con l’eleganza e il comfort di un vero yacht di lusso.
Per gli esterni, l’eleganza era fondamentale. Ci siamo concentrati su linee filanti e raffinate che esprimono dinamismo anche quando lo yacht è fermo. La prua, potente e slanciata, rafforza il suo carattere di unità pensata per le lunghe crociere.

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Allo stesso tempo, abbiamo aumentato i volumi interni mantenendo l’equilibrio e l’armonia nel design. Per creare una forte connessione tra gli spazi interni ed esterni, abbiamo abbassato le falchette lungo il ponte principale fino a poppa, aprendo una vista mozzafiato. Abbiamo anche introdotto ampie finestre a tutta altezza per ottenere luce naturale e creato ampie aree abitative all’aperto su ogni ponte in modo che l’esperienza dell’essere in mare sia sempre in primo piano. Anche la funzionalità era importante. Abbiamo quindi progettato un ampio spazio per toys e attrezzature, indispensabile per i viaggi più lunghi e l’esplorazione remota. L’obiettivo era quello di garantire che lo yacht avesse un bell’aspetto nonostante un lifestyle attivo e avventuroso.

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In sintesi, con la gamma RJ abbiamo ampliato le dimensioni e approfondito l’essenza, fondendo raffinatezza e capacità. Il risultato è uno yacht che spinge i limiti del design pur rimanendo radicato nella funzionalità e nello scopo. Invita all’avventura senza sacrificare l’eleganza, mostrando come un design ponderato possa ridefinire ciò che un superyacht è e ciò che può essere.
GLI INTERNI RJ RACCONTATI DA ACHILLE SALVAGNI
A me è stato affidato il design degli interni, mentre Francesco Paszkowski ha realizzato le potenti linee esterne e Cantiere delle Marche il progetto con la sua rinomata esperienza nelle costruzioni navali. Fin dall’inizio, si è trattato di un vero e proprio viaggio collaborativo, che ha portato a un risultato innovativo e originale che trascende il tradizionale yacht design.
Esternamente, RJ è robusto e muscoloso. Parla seriamente il linguaggio dell’arte marinaresca: solida, assertiva e autorevole nelle sue proporzioni ed assetto. Ma all’interno, abbiamo cercato di creare un mondo di tranquillità e luminosità: un rifugio definito non dall’eccesso, ma dall’armonia.
Gli armatori hanno chiesto interni che riflettessero il loro patrimonio culturale, radicato in un certo minimalismo concettuale, ma mai freddo. Gli spazi dovevano essere neutri, sereni ed emotivamente equilibrati. Da queste specifiche ho sviluppato quello che definisco un “minimalismo morbido“: un linguaggio di gesti naturali, linee curve e transizioni delicate, in cui ogni superficie risulta essenziale ed emotivamente vibrante.

© Cantiere delle Marche
Il materiale principale è il koto chiaro, un’essenza di legno giapponese con una tonalità quasi burro, che conferisce una calda luminosità allo spazio. Pannelli curvi e superfici avvolgenti donano all’ambiente un senso di morbidezza, di tanto in tanto interrotto da scenografici elementi scultorei: forme di ispirazione organica, come gli accenni di corallo al soffitto, o le maniglie che evocano i tentacoli di un polpo, o ancora luci che sembrano affiorare dai basamenti. Il soffitto del salone principale è una delle espressioni più poetiche: i cerchi concentrici ricordano l’increspatura creata da una pietra caduta nell’acqua ferma, un’eco di pace, equilibrio e ritmo naturale. La palette generale è stata volutamente scelta per esprimere un senso di serenità: le essenze spazzolate incontrano il marmo Rosa Portogallo, rifinito con una texture levigata color pesca, creando un’armonia sensoriale.

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Anche se influenzato da una certa sensibilità orientale, il design ne integra i riferimenti culturali guardandosi bene dagli eccessi. È un riferimento in codice, integrato in un’architettura che vive all’interno di un’imbarcazione di innegabile forza e presenza.
LE PAROLE DELL’ARMATORE
L’esperienza che mi ha fatto pensare di voler trascorrere del tempo in mare è stata quando, in qualità di presidente di una mia azienda, sono stato invitato a bordo della barca a vela da noi sponsorizzata per partecipare ad una delle regate più importanti del Mediterraneo a metà degli anni ’90. Da allora, insieme a mia moglie, abbiamo deciso di avvicinarci a questo mondo acquistando un gozzo da utilizzare durante le nostre vacanze estive in Liguria.
Quando penso a allora e a dove siamo ora mi viene da sorridere, ho sempre pensato che la barca che stavo comprando in quel momento sarebbe stata l’ultima. Invece abbiamo deciso di crescere con le dimensioni, abbiamo formato un equipaggio (alcuni di loro sono ancora con noi dopo quasi 15 anni) e piano piano siamo partiti per crociere sempre più lunghe. I nostri primi yacht erano in vetroresina: un 60′, poi un 85′ e un 105′. Con ognuno di essi abbiamo portato il livello dei nostri viaggi al passo successivo e inevitabilmente la barca al limite.
A quel punto sia io che mia moglie abbiamo capito che dovevamo puntare su uno yacht all’altezza delle nostre esigenze, cioè un explorer, e ci siamo semplicemente rivolti al miglior produttore, che aveva anche dei plus per noi: era una realtà tutta italiana. Il primo vero incontro con CdM è stato con Ennio, Vasco e parte del loro team nella loro sede di Ancona nel 2019. Ci siamo subito resi conto che il gruppo era unito e solido nel raggiungere lo stesso obiettivo, costruire barche bellissime. E’ bastato salire a bordo di una delle loro costruzioni per ricevere da essa la sensazione di solidità e robustezza che cercavamo.
Il nostro primo CdM è stato un 40 metri, perché eravamo convinti che dimensioni maggiori ci avrebbero limitato nelle nostre esplorazioni tra le piccole isole e le piccole baie. È successo che, quando siamo andati a negoziare, ci è stato offerto un 130′ in costruzione a circa il 40% dei lavori. È stato un colpo di fortuna per noi, dato che non avevano slot disponibili in quel momento e l’acquisizione ci ha fatto risparmiare almeno un anno sull’intero processo di costruzione. Non c’era tempo da perdere, mia moglie si è subito messa al lavoro con gli architetti per dare il suo stile, contemporaneamente io e il mio comandante abbiamo formato l’Owner Tech Team, cercando di portare nella nostra visione il maggior livello di personalizzazione possibile.
L’impegno di tutti è stato esemplare e il progetto era diventato il fiore all’occhiello del cantiere. A maggio 2021 la barca era stata varata e ricordo quanto sia stata grande l’emozione che abbiamo provato quando ci siamo imbarcati la prima volta, abbiamo organizzato il nostro viaggio inaugurale in Grecia e ci siamo innamorati di lei. Le qualità estetiche risaltavano su chiunque incrociasse il proprio sguardo con lei, ma a mio avviso le doti più grandi si nascondevano sotto l’eleganza del suo abito da sera, che la rendevano un vero explorer yacht. Stabilità, silenziosità e sensazione di sicurezza erano ciò che si notavano al primo approccio, qualità in navigazione, bassi consumi e autonomia ciò che si notava nel momento in cui la si conosceva.
Ci siamo davvero goduti ogni momento a bordo e non sarebbe giusto dimenticare nessuno di loro. Questo risponderebbe già alla domanda, ma vorrei aggiungere che è stato lo stesso entusiasmo sentito a bordo dell’RJ 130 a farci decidere di crescere ancora una volta.
Il progetto RJ 155 si è concretizzato insieme al cantiere nel giro di circa un anno, pochi mesi dopo il viaggio inaugurale di RJ 130. La filosofia di base doveva rimanere la stessa del progetto precedente: costruire il miglior yacht explorer elegante, ma portato al livello successivo in termini di personalizzazione, esaudendo alcune delle nostre richieste generali per aumentare le prestazioni e il comfort.

© Cantiere delle Marche
Certi della linea RJ di Francesco Paszkowski per gli esterni, abbiamo scelto Achille Salvagni per gli spazi interni, ancora una volta un connubio di eccellenze italiane. Io e mia moglie amiamo lo stile elegante ed essenziale, niente di inutilmente appariscente e slegato dalla praticità, e questo è l’input iniziale che abbiamo dato agli architetti. L’ultimo passo è stato quello di organizzare lo stesso Owner Tech Team, che ha trovato subito l’affinità vincente con l’ufficio tecnico CdM che si era già realizzata con la barca precedente.
IL PUNTO DI VISTA DEL COMANDANTE GABRIELE CARNIGLIA
Gli armatori, pur essendo molto soddisfatti del primo RJ, hanno espresso il desiderio di una personalizzazione completa del loro nuovo yacht. Volevano aree più spaziose dedicate sia agli armatori che agli ospiti, e una maggiore privacy in tutta l’imbarcazione. Inoltre, richiedevano una maggiore autonomia e velocità di crociera più elevate, combinate con un basso consumo di carburante, per estendere la loro serie di destinazioni senza compromettere l’efficienza.
Altro requisito essenziale era la presenza di ampi spazi di stivaggio, tra cui grandi frigoriferi e congelatori per garantire un approvvigionamento ottimale durante i viaggi più lunghi. Hanno inoltre chiesto un sistema di depurazione dell’acqua in grado di produrre acqua potabile a bordo, riducendo così notevolmente l’uso di bottiglie di plastica e promuovendo la sostenibilità ambientale.
Infine, è stata prestata particolare attenzione alla gestione dei rifiuti. Gli armatori hanno richiesto soluzioni avanzate per il trattamento dei rifiuti, come un sistema di aspirazione e un ambiente per la loro refrigerazione, per garantire i più alti standard di igiene e praticità durante i lunghi periodi di navigazione lontana da strutture portuali.
Fin dai primi incontri del progetto, è stato chiaro che questo yacht doveva andare oltre le aspettative. Gli armatori hanno richiesto i più alti standard di comfort e stabilità, portando alla scelta di pinne stabilizzatrici più grandi con tecnologia electro-drive di CMC Marine. Ciò garantisce una navigazione fluida anche in condizioni difficili, consentendo agli ospiti di godersi appieno la vita a bordo senza compromessi.
Nella plancia di comando, la tecnologia diventa intuizione. Il cruscotto semi-integrato combina i sistemi Furuno e Böning, offrendo al comandante un’interfaccia semplice e intuitiva per la navigazione, il monitoraggio e il controllo dell’imbarcazione. In aggiunta a ciò, una termocamera migliora la sicurezza monitorando il traffico marittimo in tempo reale e integrando le immagini termiche con i dati radar, una caratteristica essenziale durante i passaggi notturni o quando si naviga in condizioni di scarsa visibilità.

© Cantiere delle Marche
Entrando nel cuore tecnico dello yacht, il design della sala macchine riflette l’impegno per l’eccellenza operativa. Una sala di controllo separata garantisce che tutti i sistemi possano essere monitorati in modo sicuro e silenzioso, lontano dalla sala macchine principale, migliorando sia la praticità che il comfort dell’equipaggio.

© Cantiere delle Marche
Ad alimentare lo yacht ci sono due motori Caterpillar C32, ciascuno da 895 kW, che forniscono una propulsione affidabile con efficienza e autonomia impressionanti. Per soddisfare il più elevato fabbisogno energetico a bordo, sono stati installati due generatori Caterpillar di nuova generazione da 110 kW ciascuno. Pienamente conformi agli standard TIER 3, garantiscono emissioni ridotte e un impatto ambientale minimo, in linea con la visione dell’armatore di uno yacht tanto potente quanto responsabile.
| DIMENSIONI | |
| Lunghezza f.t.: | 46,71 metri |
| Lunghezza al galleggiamento: | 42,37 metri |
| Baglio massimo: | 8,83 metri |
| Pescaggio a pieno carico: | 2,65 metri |
| Stazza lorda: | 499 GT |
| Dislocamento a pieno carico: | 510 tonnellate |
| DESIGN | |
| Esterni: | Francesco Paszkowski Design |
| Interni: | Achille Salvagni |
| Architettura navale: | Pierluigi Ausonio |
| SISTEMAZIONI | |
| Sistemazioni ospiti: | 10 in 5 cabine |
| Sistemazioni equipaggio: | 9 in 5 cabine |
| PROPULSIONE | |
| Motori: | 2x Caterpillar C32 ACERT EPA tier 3 895 kW |
| Trasmissioni: | 2x Reintjes WAF543L libera installazione – gear ratio 3,955:1 |
| Generatori diesel: | 2x 118 kW Caterpillar C7 |
| Elica di manovra di prua: | 110 kW |
| Pinne stabilizzatrici: | Elettriche Zero Speed |
| PRESTAZIONI | |
| Velocità massima: | 15 nodi |
| Velocità di crociera: | 12 nodi |
| Autonomia: | 5.000 mn a 10 nodi |
| CAPACITA’ | |
| Gasolio: | 66.400 litri |
| Acqua dolce: | 10.500 litri |
| Acque nere: | 3.300 litri |
| Acque grigie: | 11.650 litri |
| Olio nuovo: | 970 litri |
| Olio usato: | 970 litri |
| Sentina: | 1.790 litri |