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Sea Princess in allarme attacco pirati per 10 giorni

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Partita da Sydney lo scorso 20 maggio, la Sea Princess è attualmente impegnata in un giro del mondo di 104 giorni con a bordo 1.900 passeggeri. Il suo itinerario prevedeva anche l’attraversamento di zone considerate rischiose per possibili attacchi di pirati, come il Golfo di Aden.

Durante la navigazione dell’Oceano Indiano, del Mar Arabico, del Golfo di Aden e del Canale di Suez, il comandante Gennaro Arma ha pertanto deciso in via cautelativa di predisporre tutte le azioni necessarie per sfuggire ad un eventuale attacco. Di conseguenza, per 10 giorni, sono state sospese tutte le attività di animazione e intrattenimento, l’illuminazione di molte aree pubbliche è stata ridotta all’essenziale, tutte le tende sono state abbassate, gli infissi chiusi e agli ospiti è stato chiesto di non uscire sul balcone per alcun motivo.

Il comandante ha ordinato più esercitazioni obbligatorie per equipaggio e passeggeri. Mentre i primi si dirigevano ai punti di riunione designati, agli ospiti è stato chiesto di rientrare nelle loro cabine per poter essere conteggiati. L’esercitazione richiedeva poi che i passeggeri si sedessero sul pavimento e che si tenessero dai corrimano per la loro sicurezza, nel caso la nave avesse compiuto brusche manovre per scampare all’attacco dei pirati. Nell’eventualità che un passeggero avvistasse una nave all’orizzonte, questa andava considerata come una potenziale minaccia e quindi dovevano essere prontamente avvisati gli ufficiali a bordo.

Ad una esercitazione obbligatoria mancavano all’appello gli ospiti di tre cabine, che si sono rifiutati di abbandonare la loro partita a bridge e che sono stati redarguiti dal comandante.

Carolyne Jasinski, una passeggera australiana a bordo della Sea Princess, ha riferito che il comandante Gennaro Arma si è scusato per aver allarmato i passeggeri, precisando che la minaccia di un attacco dei pirati era concreta e che dovevano essere preparati per fronteggiare questo pericolo.

«A bordo della Sea Princess ogni misura è stata semplicemente adottata come doverosa prevenzione e non come risposta ad una minaccia specifica, che è comune alla navigazione internazionale in quella regione», ha riferito un portavoce di Princess Cruises.

Misure simili erano state intraprese nei mesi scorsi anche dalla Aurora, impegnata anch’essa in un giro del mondo, durante la navigazione tra il Corno d’Africa ed il Golfo di Aden, dove per cinque notti è stata chiusa la promenade dal tramonto all’alba, e l’illuminazione esterna ridotta al minimo essenziale.

Ultimamente sono rari gli attacchi dei pirati contro le navi da crociera e, da ormai quasi cinque anni, non si rilevano nuovi tentativi. Ma questo non significa che può essere abbassata la guardia. La pirateria è infatti un fenomeno diffuso, specialmente nel Golfo di Aden e, probabilmente, sono le enormi dimensioni e sopratutto le migliaia di persone a bordo che rendono il dirottamento di una nave da crociera un’operazione molto più complessa e dall’esito incerto rispetto ad un mercantile.
Riportiamo un elenco degli ultimi attacchi conosciuti perpetrati dai pirati verso navi da crociera.

  • Novembre 2005: 100 miglia al largo della costa somala, due imbarcazioni di pirati aprono il fuoco con fucili AK-47 e granate a razzo contro la Seabourn Spirit nel tentativo, fallito, di prenderne possesso. Viene ferito un membro dell’equipaggio.
  • Aprile 2008: mentre era in navigazione nel Golfo di Aden, Le Ponant, senza passeggeri a bordo, viene assalita da pirati che sequestrano veliero ed equipaggio. Dopo il pagamento di un riscatto di 2 milioni di dollari il personale viene rilasciato e la nave recuperata. Successivamente, il rapido intervento delle forze speciali francesi ha permesso l’arresto di alcuni pirati, poi consegnati alla giustizia francese, e di recuperare 200.000 dollari.
  • Maggio 2008: durante la navigazione nel Golfo di Aden, Nautica viene attaccata da due imbarcazioni di pirati, dalla quale vengono sparati alcuni colpi. Una serie di manovre elusive e la velocità di Nautica hanno evitato che i pirati raggiungessero la nave.
  • Marzo 2009: la Balmoral rileva l’attività sospetta di due piccole imbarcazioni nel Golfo di Aden che si sono avvicinate alla nave ad alta velocità. Sono scattate le procedure antipirateria e sono state adottate “tattiche aggressive” non ben specificate per liberarsi degli aggressori, ma nessuno ha aperto il fuoco.
  • Aprile 2009: dopo un concerto notturno di musica classica all’aperto, diversi passeggeri sulla MSC Melody avvistano un’imbarcazione nel Golfo di Aden che si dirige contro la nave e informano l’equipaggio. I crocieristi intervengono attivamente lanciando sedie fuori bordo per impedire ai pirati di arrampicarsi sulla fiancata della nave e questi reagiscono aprendo il fuoco. Grazie alle manovre elusive del comandante, all’impiego di idranti e agli ufficiali della sicurezza a bordo che rispondono all’attacco con le loro armi in dotazione, i pirati desistono.
  • Gennaio 2011: la Spirit of Adventure, durante la navigazione nell’Oceano Indiano, si imbatte in un’imbarcazione di presunti pirati che puntano su di lei. Portando i motori alla massima potenza la nave guadagna sempre più distanza e l’inseguimento viene abbandonato.
  • Novembre 2012: diverse piccole imbarcazioni al largo della costa dell’Oman si avvicinano alla Azamara Journey. Comandante ed equipaggio ricorrono a non specificate tattiche per eludere l’attacco. Sebbene mai confermato, si pensa che dalla nave da crociera siano stati sparati almeno tre colpi di avvertimento.
Fonti: Cruise Critic, The Telegraph
Foto: Princess Cruises

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